La mia filosofia
Uso sempre dire ai miei allievi che un combattimento è l’espressione nel presente del corpo della mente e della coscienza.
Inoltre considero fondamentale lo studio della poesia che permette al praticante di trovare l’espressione adatta alla propria natura. Sono tutti strumenti utili ad un combattente. Infatti un combattimento non è altro che una poesia fatta con il corpo che è la sua matita, la mente la sua tecnica , la coscienza è il suo coraggio e onore senza cui nessun combattimento può avere efficacia.
E' come una sorta di Vademecum nella vita quotidiana che le arti marziali e la filosofia orientali applicata al pensiero pratico ci accompagneranno e permetteranno di districarci anche con qualche successo nella giungla della vita moderna.
E’ per me consuetudine passare da un primo approccio di apprendimento sul tatami del dojo alla pratica applicata nella vita comune che è la vera sede dove le arti marziali hanno ragione di essere....Chi sono
Durante la mia vita sono entrato in contatto con molti uomini di grande statura morale ed espeienza nella loro arte. Alcuni di costoro di certo potevano essere considerati come padroni della loro disciplina, altri della loro arte ed altri ancora della morale insegnata, ma nessuno di essi conteneva in sé tutti e tre di queste prerogative.Così per molto tempo, avido di conoscenza, ho avuto la fortuna di incontrare un minuto signore, per nulla appariscente nella sua semplicità e umiltà. Quest Uomo nei suoi movimenti sul tatami secchi e duri come l'acciaio, diveniva improvvisamente tenero e delicato come la seta quando un allievo bambino si sedeva sulle sue ginocchia, cosi come fa un figlio con il padre. Durante la mia esperienza ho cosi capito che la tecnica può essere raffinata con il tempo e con la pazienza, ma il cuore è legato al nostro spirito e questo ultimo è scritto in noi fin dalla nascita e viene fuori solo grazie a ciò che riceviamo dal mondo esterno, in particolare da coloro che decidiamo di emulare. Questo è stato il più grande insegnamento che mi ha lasciato, trattare i propri studenti come se fossero dei figli, il motivo per cui l'ho scelto come Maestro ....