Dojo Karate&Yoga

Wadoryu
Patanjali

Breve introduzione ai "Koan"


Un koan o dialogo Zen è, letteralmente, la trascrizione di un “caso pubblico” avvenuto nel passato; oppure, come ha detto un maestro zen, “il luogo dove si trova la verità”.

Generalmente parlando, i koan sono tratti da dialoghi autentici tra maestri zen e studenti, o tra praticanti avanzati, oppure dai sutra o da antichi detti. La maggior parte delle volte, i koan sono di natura paradossale e non possono venire compresi dall’intelletto. Quindi, un koan può venire inteso solo grazie all’esperienza diretta della mente autentica, da cui è nato.

I detti e i dialoghi che si trasformarono in koan sono raccolti in vari testi, come il Mumonkan e la Raccolta della roccia blu. Essi furono, e sono tuttora, utilizzati come manuali per l’istruzione zen.

I koan possono essere divisi fondamentalmente in due categorie: quella “primaria” o koan “del risveglio”, e quella dei koan “successivi”.

Esempi di koan “del risveglio” potrebbero essere: “Mu”, “Chi sono io?”, “Cos’è la mente?” e “Qual è il suono di una mano sola?”. Il ruolo del koan “del risveglio” è dare uno scossone, o irrompere nella consapevolezza dualistica e concettuale, basata su un falso senso dell’io-ego. In tal modo, la mente si apre alla verità fondamentale dell’universo, senza inizio né fine; ovvero, ci si risveglia alla propria natura suprema.

I koan “successivi” vengono utilizzati per perfezionare la propria comprensione spirituale, per liberarsi dai persistenti legami dell’illusione e integrare il risveglio nella propria vita quotidiana.

Qual è il potere speciale di questa singolare pratica spirituale che nei secoli ha attratto tante persone? In realtà, non è niente di speciale, magico o segreto, né è necessaria qualche tecnica per sviluppare la forza della concentrazione o poteri psichici. Un koan è un modo diretto per far sì che la nostra mente, naturalmente dubbiosa, superi la barriera dell’illusione e si risvegli alla nostra natura autentica.

Sin dalla più tenera età tutti poniamo domande. Man mano che i bambini crescono, le loro domande ricevono spesso risposte, spiegazioni e razionalizzazioni, fino a quando la loro naturale curiosità comincia a svanire.

Tuttavia, le persone sensibili, prima o poi, si ritrovano a porsi le stesse domande: “Da dove vengo? Qual è il significato della vita? Cosa accade quando muoio? Perché esistono tanto odio e violenza? Chi sono io?”.

Questa mente dubbiosa è presente nella mente di tutte le persone spiritualmente sensibili, e certamente nella vita dei grandi maestri di ogni tradizione. Ma, come dolorosamente vediamo nella nostra vita e in quella delle persone che amiamo, la gente spesso ignora, reprime o evita queste domande; le nasconde sotto ogni sorta di divertimento o piacere, e dà loro una risposta basata sulla paura o l’ignoranza. Ma per alcune persone queste domande e il bisogno profondo di conoscenza continuano a riemergere. Per tali persone, non esiste fuga né riposo; il grande dilemma va risolto.

Koan I

L’allievo chiese: Chi siamo noi?
Il maestro rispose: Noi siamo quello che vediamo, ma cos’ è che comprendiamo?
L’allievo ribattè: Non comprendo.
Il maestro rispose: Noi comprendiamo cio che siamo.

Lo yoga della bhagavad gita.
Un poema circa settecento versi (Śloka) totali, suddiviso in 18 canti. che narra le gesta del virtuoso guerriero Arjuna uno dei fratelli Pāṇḍava.Egli prototipo dell'eroe è in procinto di dare inizio alla battaglia di Kurukshetra, durata 18 giorni, durante questa si troverà a dover combattere e uccidere i membri della sua stessa famiglia, parenti, mentori e amici, facenti parte della fazione dei malvagi Kaurava, usurpatori del trono di Hastināpura. Di fronte a questa prospettiva drammatica, Arjuna si lascia prendere dallo sconforto e rifiuta di combattere.
Traduzione di Nello Brocani
Memorie di un maestro
Sono nato nel 1964 a Roma da una famiglia media italiana, dall'età di 5 anni mi sono applicato allo studio delle arti marziali e dello Yoga. Dopo oltre quarantanni di studio ho deciso di scrivere le memorie di un maestro di arti marziali e di Yoga. Nel tempo ho capito che non c'è nessuna differenza tra lo Yoga e le arti marziali ma sopratutto nessuna differenza tra il vivere quotidiano,scienza filosofia religione le tre discriminanti che dividono l'umanità in corpo (materia), mente e spirito........
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